lunedì 4 aprile 2011

Trezzo d'Adda - 03/04/2011

Dopo trattative serrate la scelta della prima tapasciata di aprile ricade sulla manzoniana Trezzo sull’Adda, nonostante l’ultimo disperato tentativo di convincere l’Ing nel corso della notte a optare per Uboldo. Sveglia alle 7 in punto per The Jackal, vero atto contro natura dato che i festeggiamenti post derby si sono protratti fino a tarda notte. Fortunatamente, dopo 6 mesi di pioggia neve e grandine, questa volta c’è il sole. Alle 8 il Rossonero (non senza essersi prima fatto tutto Corso Buenos Aires strombazzando e inneggiando al Papero) è già sotto casa dello Stambecco, che scende con la new entry Stefy, al suo esordio nel team.

Arriviamo a Trezzo just in time per partire entro il tempo massimo e non essere raccolti dalla macchina scopa. Ci raggiunge Saimon, in mood più da allenamento che da competizione. Pochi secondi prima della partenza vediamo stagliarsi sempre più vivida la figura dell’Ingegnere, facilmente riconoscibile dal volto paonazzo, dalla nuova maglietta tecnica e soprattutto dai pantaloncini finalmente neri e con immancabile spacco finoeuc da competizione. Solo le scarpe sono ancora le stesse con cui andava a fare trekking a Bosco in Città in seconda media. Braccobaldo fa finta di arrivare in scioltezza, ma si capisce che ha dato tutto. E’ sudato fradicio (nonostante abbia beneficiato di una temperatura più fresca grazie alla partenza all’alba), ma il tempo è ottimo. Fa in tempo giusto a dirci “percorso bello ma occhio al tratto finale” (consiglio ovviamente ignorato) e il resto del team parte prendendosela con molta calma. Il clima è da amichevole estiva (del resto manca il Presi). Stefy abbandona il gruppo quasi subito (bivio per il percorso da 6 km) e il terzetto continua a ritmo blando (il primo tratto è in salita). La bassa andatura permette di discutere animatamente del derby e accanirsi con i fessi nerazzurri, cui l’amore del loro mister non è bastato per opporsi agli scatti di Paperino, alle delizie di Clarencio, alla possanza di Big Bang Boateng.

Al km 4 Saimon si chiede dove diavolo sia il castello visconteo immortalato nel volantino.

Al km 5 finalmente il primo ristoro. Saimon e The Jackal si fermano a magnare e a discorrere del più e del meno con gli organizzatori e qui inizia la gara vera e propria. Alosio sfrutta la situazione per fare un accenno di fuga, Saimon imbocca il percorso dei 26 km (e di lui si perderanno le tracce). Lo Sciacallo si lancia all’inseguimento nella ripida discesa verso il lungo Adda con ancora tre fette di pane e marmellata in bocca. I due decidono quindi che è meglio cooperare, e impostano un discreto ritmo con cambi più o meno regolari. Al km 12 (due dalla fine) lo Sciacallo accelera per raggiungere un pischello che aveva commesso l’onta di superarlo qualche km prima. Il fido Isio inizia a perdere qualche metro. Lo Siacallo in cuor suo pensa che anche per oggi è quasi finita, quando ahimè si rende conto che lo aspettano vari tornanti attorno al castello visconteo (eccolo, maledizione!). Un vero muro, finale degno del giro delle Fiandre (che, combinazione, si corre proprio oggi).



Le gambe sono ormai dure come ossidiana, lo Sciacallo ha anche giocato a calcio il giorno prima. Lo Stambecco sul suo terreno preferito prova a ricongiungersi, ma deve desistere. Quando i tornanti sembrano finiti, si svolta ahimè in un malefico vicolo pieno di scalini. Arrivati in cima purtroppo non è ancora finita. Manca l’attraversamento del ponte sull’Adda, intasato da ciclisti incazzati. Alois vede il cartello “provincia di Bergamo” e perde le sue teutoniche certezze, imboccando un pezzo di strada sbagliato. Lo Sciacallo ha ormai preso un minuto e mezzo di vantaggio e si invola verso il traguardo (che sembra non arrivare mai). Il tempo è di un paio di minuti superiore a quello fatto realizzare da Braccobaldo (chapeau).

All’arrivo Stefy attende gli altri senza manifestare alcun segno di stanchezza, e questo dovrebbe fare preoccupare un po’ il resto del team in vista delle prossime tapasciate. Lo Sciacallo e lo Stambecco si bevono 5 litri di acqua a testa. Il tempo non è dei migliori, ma gli obiettivi di giornata raggiunti: il primo si avvicina al Presi in classifica, il secondo scavalca Anto (ancora fermo ai box). Saimon arriverà più tardi sgambettando come se avesse fatto 3 km (in realtà ne ha fatti 26, più altri due defatiganti).



PS: scopriamo oggi che l’Ingegnere, nel tornare verso la sua macchina oltremodo soddisfatto per la prestazia, ha avuto una cattiva sorpresa (per altro non è la prima volta che capita a membri del ns team). A lui la nostra solidarietà, ai criminali che rubano nelle macchine rovinando la domenica ai tapasciatori tutte le maledizioni possibili e immaginabili.

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