lunedì 20 dicembre 2010

Seveso - 19/12/2010

Prima di raccontare gli eventi di gara, si fa un excursus su un animale (la maggior parte delle informazioni inserite sono tratte da wikipedia)



Sciacallo
Con il termine sciacallo si identificano generalmente tre (secondo alcuni quattro) diverse specie di mammiferi appartenenti al genere dei Canis, e le relative sottospecie. Ultimamente un ricercatore lombardo ha identificato una quinta specie sconosciuta fino ad oggi. Tali specie sono:
• Canis aureus (sciacallo dorato)
• Canis adustus (sciacallo striato)
• Canis mesomelas (sciacallo dalla gualdrappa)
a queste si aggiunge Canis simensis, un'altra specie di canidi che vive sulle montagne dell'Etiopia, talvolta considerato anch'esso uno sciacallo, mentre la specie identificata di recente prende il nome di Canis bastardis.

Aspetto
Tutte le specie di sciacallo sono contraddistinte da una taglia contenuta, minore di quella dei lupi. Possiedono una dentatura robusta, con lunghi canini e zampe lunghe e affusolate, entrambi adattamenti utili per la caccia, specialmente ad uccelli e a piccoli mammiferi e in alcuni casi grassi uomini che corrono. La conformazione delle zampe, in particolare, li rende dei buoni corridori, capaci di mantenere un'andatura costante che può arrivare anche ai 13 km/h per un lungo periodo di tempo e a scatti da ultimi cento metri.

Biologia comportamentale
Gli sciacalli occupano una nicchia ecologica simile a quella dei coyote americani, in quanto sono predatori di piccoli animali e, soprattutto, mangiatori di carogne. Sono animali notturni, attivi prevalentemente all'alba e al tramonto e negli ultimi cento metri. Normalmente sono in grado di correre dietro alla preda per molti kilometri e aspettare il completo disfacimento delle forze prima di attaccare.

Distribuzione
Gli sciacalli sono diffusi soprattutto in Africa, in un'area che va dall'Africa del Nord fino alle savane subsahariane. Lo sciacallo dorato è presente inoltre in alcune zone dell'Asia e del sud ed est Europa. Lo sciacallo bastardis invece si concentra prevalentemente nell’area lombarda e in particolare nei parchi brianzoli. Con la sola eccezione di C. simensis, in grave pericolo di estinzione, le altre specie di sciacallo sono molto diffuse e ultimamente si stanno moltiplicando anche grazie all’adozione di capre montane.

Passando alla descrizione della gara, bisogna premettere che le temperature si sono dimostrate rigide, anche se meno di quelle dell’anno scorso (ca. -3/4 gradi). Alla partenza si ritrovano il Presi, Maglioncino speciale Totarozzo mio, The Jackal e la Scimmia. In particolare la Scimmia si presenta con il solito completino evidenziatore (nel caso si dovesse perdere nei boschi) e il solito fazzolettino-porcheria attaccato ai pantaloni.
I quattro questa volta affrontano i 13 km consci di un percorso che prevede ghiaccio (non troppo compatto), una salita bastardissima nell’ultimo km e un po’ di saliscendi nel mezzo. Il Scimmiame decide di non intraprendere il lungo (21 km), ma di accontentarsi dei 13km ben consapevole che il primato è suo e quindi se la può prendere con calma (non sarà così). Il Presi fa un po’ di pretattica nei giorni precedenti annunciando la sua partecipazione solo la sera precedente e costringendo The Jackal a spostare la sua strategia da una pura gara di difesa su Maglioncino D’oro a gara di sciacallaggio sul Presi. Maglioncino D’Oro dichiarerà pre gara: “Stavolta mi voglio proprio godere il paesaggio. Speriamo che i 20 minuti passati stamattina in conferenza siano sufficienti!”
I quattro partono più o meno insieme con la Scimmia che decide di fare un paio di km di riscaldamento e poi raggiungere gli altri tre per superarli appena al km 2. Verso il 4° km il Presi e The Jackal cominciano uno scatto, probabilmente provocati da un’irriverente fanciulla che li supera sculettando.
Nella parte di mezzo della gara il Presi riesce a prendere velocità e a distanziare lo sciacallo a cui alza un dito medio per indicargli meglio la direzione. Il Presi riesce persino ad arrivare a 200 metri dalla scimmia che se la prende talmente tanto comoda da fermarsi a prendere un the caldo al ristoro, fino a quando non si ricorda che probabilmente è meglio ricominciare a correre prima che qualcuno gli ciuli di nuovo il portafoglio dalla macchina.
Intanto arrivano voci dalle retrovie che raccontano di un Totarozzo mio che riesce a sfidare il freddo senza bisogno di fermarsi, “neanche per pisciare” per citare qualcuno.
Nel finale bagarre con The Jackal che bastardamente recupera metri sul Presi (tranquillo della propria posizione) e si nasconde dietro altri concorrenti per non far sentire il fiato sul collo. Tutto ciò fino a quando il Presi per sbaglio si gira e lo vede. Da lì burdell: il Presi tenta una prima mossa a sorpresa: rotolamento giù dall’ultima discesa e attraversamento della strada mentre passano le macchine. Non funziona. Tenta una seconda mossa scorretta: cerca di braccare The Jackal prendendolo per un gomito, ma lo Sciacallo si svincola e finisce davanti al Presi.
All’arrivo la Scimmia è sconcertata che il distacco con gli altri due fosse solo di 1 minuto. Chiude la gara Pelosoni con tempo allineato a quello dell’altro anno, ma qualche pelo in più.

Qui si chiude il resoconto, aspettando le viole.

1 commento:

Ing ha detto...

Alla prossima tapasciata non mancherò!